Racket dei treni-letto, è allarme Via ai pattugliamenti notturni

Postato June 22 2012
1324692-trenoincendiato di Gabriele Moroni Milano, 20 giugno 2012 - C’è un popolo che di notte si compatta e cerca rifugio sia nei treni fermi nelle stazioni in attesa della ripartenza mattutina sia in quelli nei depositi. L’incendio di un convoglio nella stazione di Bergamo ha svelato l’esistenza di questa umanità di disperati e del racket che la taglieggia imponendo pedaggi per l’accesso a una carrozza. Bergamo, dove ogni notte stazionano quattordici treni e dove anche i sindacati hanno chiesto sicurezza per gli addetti alla manutenzione, è una delle stazioni per cui Trenord ha attivato un servizio di vigilanza notturna con personale specializzato e unità cinofile. Le altre sono Brescia, Treviglio, Milano Porta Garibaldi, Milano Cadorna, il deposito milanese di San Rocco, Gallarate, Saronno (centrale operativa di Trenord e Museo Lazzaroni), Rho con il deposito di Milano Fiorenza. Le ferrovie hanno predisposto servizi di vigilanza nelle ore notturne a Milano Centrale. Sicurezza difficile per più di una ragione, come la vastità della zona da proteggere: è il caso dei due chilometri della stazione Garibaldi, dal bivio Mirabello a Bovisa, con campi nomadi e clochard che pernottano sotto il ponte della Bovisa. Oppure è l’ambiente circostante a proiettare sulla stazione le sue criticità, come per il piccolo spaccio sul piazzale di quella di Saronno. Personale di un istituto di vigilanza è impiegato fino a sera al Passante di Milano. Robusti giovanotti controllano i varchi di Bovisa, Lancetti, Porta Garibaldi, Repubblica, Porta Venezia, Dateo, Porta Vittoria, Rogoredo o viaggiano in coppia sui treni. Guardie giurate controllano di giorno le stazioni di Varese e Saronno. Trenord e polizia concordano servizi su tutte le linee lombarde impiegando agenti Polfer in borghese e vigilanza privata. E’ stato così per le rapine che un tossico metteva a segno sulla Como-Chiasso e per la vigilanza sulle carrozze passate al restyling sulla Milano-Cremona-Mantova. Sistemi di videosorveglianza sui nuovi treni. Quattromila telecamere in tutta la Lombardia (200 in Centrale a Milano). Ma a volte mancano le strutture base. Alla fine del 2010 i consiglieri regionali del Pd hanno presentato i risultati di una ricognizione in 300 delle 415 stazioni lombarde: nel 70 per cento mancavano presidi di personale e biglietterie, il 40 per cento delle obliteratrici era fuori uso. Giuseppe Biesuz, ad di Trenord, lancia l’allarme: «Tocchiamo ogni giorno con mano anche situazioni esasperate e particolamente difficili, di cui la nostra azienda non può farsi carico integralmente. Tutelare il treno come mezzo pubblico significa anche fare una dura lotta all’evasione del biglietto, che pesa in maniera ingente sui nostri fronti, le recenti stime dicono per circa 40milioni l’annoA questa cifra vanno aggiunti i 12 milioni l’anno causati dal vandalismo».  [Fonte: Il Giorno Bergamo]